Tutti ne parlano come la MYKONOS SICILIANA | Andarci in estate è il top ma a Pasqua è la scelta migliore

Tutti ne parlano come la MYKONOS SICILIANA | Andarci in estate è il top ma a Pasqua è la scelta migliore

Un borgo siciliano stupendo (Depositphotos foto) - www.cosediviaggio.it

Un angolino siciliano che sembra uscito da una cartolina greca: d’estate è bellissimo, ma a Pasqua è davvero un sogno.

Chi conosce la Sicilia lo sa: è una terra che non si dimentica. Ha quella luce particolare che ti resta negli occhi, una bellezza che non ha bisogno di filtri. Non è solo mare e spiagge (anche se, va detto, il mare qui è spettacolare), ma è soprattutto atmosfera. Quella sensazione di essere lontani da tutto, anche quando sei nel cuore del Mediterraneo.

Ogni stagione ha il suo fascino, ma ci sono certi periodi dell’anno in cui questa isola riesce a sorprenderti davvero. La primavera, ad esempio. Quando i fiori esplodono di colori, l’aria è tiepida e il sole non ti brucia la pelle. È il momento perfetto per rallentare, per camminare senza meta, per lasciarsi guidare dai profumi e dai suoni di un luogo che sa ancora prendersi il suo tempo.

C’è un posto, in particolare, che negli ultimi tempi ha iniziato a farsi notare — anzi, a far parlare parecchio di sé. Un piccolo villaggio, nascosto ma non troppo, che sembra uscito da un sogno a occhi aperti. Quando ci arrivi, ti viene da dire: ma aspetta… sono ancora in Sicilia? O mi sono teletrasportato a Mykonos?

Sì, perché ha proprio quell’aria lì: casette basse, porticine colorate, mare a due passi e piazzette dove il tempo sembra essersi fermato. Eppure, nonostante queste somiglianze, resta profondamente siciliano. E forse è proprio questo il suo segreto.

A Pasqua, lontano dalla folla

Ecco, il momento migliore per venirci — anche se può sembrare strano — è proprio a Pasqua. Non c’è ancora la confusione estiva, le giornate sono lunghe e luminose, e il borgo ha una calma quasi irreale. Ti siedi su uno scalino alla Balata, guardi il mare, e ti sembra che tutto si fermi. Solo tu, il vento e la luce.

Lo ha raccontato anche Il San Corrado di Noto: questa è diventata una delle mete preferite da chi cerca un po’ di magia vera. E in effetti, passeggiare tra le case dei pescatori, scoprire la vecchia tonnara o assaggiare la bottarga di tonno rosso sotto il sole di aprile… è qualcosa che resta. Sembra Grecia, sì. Ma è Sicilia. E non c’è nulla di più bello.

Scorcio di Marzamemi (Depositphotos foto)
Scorcio di Marzamemi (Depositphotos foto) – www.cosediviaggio.it

Un posto che sembra greco, ma parla siciliano

Il suo nome? Marzamemi. Se non lo conosci, preparati: è uno di quei posti che ti si incollano addosso. Un borgo di pescatori, piccolo e raccolto, che profuma di salsedine e storia. Le strade in pietra, la Balata con le sue lastre lisce bagnate dal mare, le barchette che dondolano… tutto qui racconta un tempo che non c’è più. Ma che in qualche modo, resiste.

E sì, ha quel look un po’ cicladico — non a caso è stato usato come location per diversi film (tipo “Sud” di Gabriele Salvatores, per dirne uno). Ma non è solo scenografia: è un luogo vivo. Si sente nei profumi che arrivano dai ristorantini, nei bicchieri di Nero d’Avola, nelle voci lente di chi ci vive davvero.