La “piassa” dei torinesi è Piazza Castello, il punto di incontro che da secoli fa incontrare menti eccelse e gente comune e che ha fatto da sfondo a una miriade di vicende storiche, sociali e nazionali. Non solo il nido di Palazzo Madama, ma anche il fulcro dei famosi portici di Torino, della Galleria Subalpina e dei caffè storici di Torino. Un passaggio obbligato nella Torino da vedere a piedi che non finisce mai di stancare il visitatore attento, che troverà in ogni finestra, in ogni arco e in ogni angolo un pezzo di Storia con la S maiuscola in una mix di cultura, svago, shopping e quella bellezza mistica e rigorosa che solo Torino regala.
Ad oggi non è difficile intuire l’origine del nome di Piazza Castello: al centro sorge l’attuale Palazzo Madama, una delle bellissime residenze Savoia che conserva ancora in parte visibili le sue origini. Non tutti sanno che, però, nel I secolo d.C. al suo posto si trovava una delle porte di accesso alla città di Torino: Porta Preatoria. Con uno sforzo di fantasia si vedono ancora i legionari correre lungo Via Garibaldi, diretti alle mura di cinta (l’attuale Via Accademia delle Scienze) per respingere gli eserciti nemici. Nel corso dei secoli la porta fu ampliata, poi fortificata, poi adibita a residenza dei Savoia-Acaja, fino ad assumere le sembianze di un vero e proprio castello che battezzò lo spazio che la circonda, la nostra Piazza Castello.
Dai lati di Palazzo Madama si diramavano, dal XVI secolo, due strutture che lo collegavano al Palazzo Ducale e all’edificio opposto (abbattute nel 1808 durante al dominazione francese). Tra 1500 e 1600, grazie a Carlo Emanuele I di Savoia, l’intera città di Torino conobbe una sorta di rinascimento architettonico che non tralasciò Piazza Castello. Grazie ai progetti di Ascanio Vitozzi (comprensivi del Palazzo Reale), portati avanti da Carlo di Castellamonte e infine da Filippo Juvarra, furono abbattuti alcuni edifici circostanti e riorganizzato lo spazio. Così Piazza Castello, benché non geograficamente centrale, diventò a tutti gli effetti il luogo-simbolo del potere. Qui si tennero gli eventi reali, i festeggiamenti dei Savoia e del santo patrono di Torino, le manifestazioni e le feste popolari.
Il massimo splendore arrivò nel XIX secolo, quando i portici di Torino si riempirono di intellettuali, politici, patrioti, scrittori e poeti che elessero Piazza Castello (e Torino) come loro rifugio e sede creativa.
Col passare degli anni, Piazza Castello perse un po’ quel tocco elitario che l’ha sempre contraddistinta, complici i danni riportati durante la Seconda Guerra Mondiale. Bisognerà aspettare il 2006 per vedere di nuovo la “piassa” torinese tornare in parte al suo antico splendore. Grazie alle Olimpiadi 2006, infatti, Torino conosce una nuova fioritura che in prima istanza elimina del tutto il passaggio delle automobili (già limitato nel 1997) e restituisce ai torinesi (e non) il piacere di passeggiare per la piazza più nobile della città sul lastricato in pietra.
Insomma, una serie di trasformazioni che hanno cambiato gradualmente ma radicalmente il volto di una delle piazze più amate e vissute di Torino, visibili ancora meglio oggi grazie a immagini e illustrazioni antiche messe magistralmente a confronto con foto moderne nella raccolta curata dall’Atlante di Torino.
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Chi non ha mai sentito parlare dei famosi portici di Torino? Decantati e cantati (la strofa “tra il fiume e i portici, già buio alle sei” vi ricorda qualcosa?), amati e vissuti come forse nessun altro posto di Torino, tengono il filo della Storia che conduce fino ai giorni nostri. Una passeggiata sotti i portici ha un sapore d’altri tempi grazie ai caffè storici di Torino. Se solo i muri potessero parlare, vi racconterebbero centinaia di avvenimenti e personalità storiche che hanno visto scorrergli davanti. Qualche esempio? Alle spalle di Palazzo Madama c’è il Caffè Mulassano, fondato nel 1907. Oltre a essere stato il punto di ritrovo di nobili, artisti e letterati, qui è stato inventato il tramezzino, come recita la targa al suo interno dedicata alla creatrice dello spuntino italiano più amato, la signora Angela Demichelis Nebiolo. All’angolo, invece, dal 1785 vi aspetta lo storico Caffè Confetteria Baratti & Milano. Non solo fu eletto come “Provveditore di S.M. il Re d’Italia e dei Reali Principi”, ma ai suoi tavoli si alternarono nomi come Cavour, Giolitti, Luigi Einaudi e Guido Gozzano.
I caffè si inseriscono nella cornice della Galleria Subalpina, che si estende tra Piazza Castello (da cui si accede, attraverso i portici) e Piazza Carlo Alberto. Costruita nel 1873 ricalcando il modello dei passages di Parigi, si snoda lungo 50 metri di ferro battuto e vetro in stile barocco e rinascimentale. Al suo interno troverete non solo i già citati caffè storici e una bellissima atmosfera da gustare col naso all’insù, ma anche il Cinema Nuovo Romano (il più antico di Torino), negozi di antiquariato, un’antica libreria, negozi darsi allo shopping sfrenato e zone relax dove sedersi, godersi lo spettacolo del mondo che vive o incontrarsi con gli amici.
Sempre nei pressi di Piazza Castello, Torino, verso la Piazzetta Reale, troviamo la Real Chiesa di San Lorenzo. Il solo nome ci racconta una storia: il 10 agosto 1557 Emanuele Filiberto I di Savoia e Filippo II di Spagna promettono che, se vinceranno la battaglia contro i francesi, ergeranno una Chiesa al santo del giorno in segno di ringraziamento. Va da sé che ne uscirono vittoriosi, quindi i “Real” Savoia, tornati a casa, ordinarono subito la costruzione della chiesa dedicata, appunto, a San Lorenzo.
Il palazzo porticato progettato da Ascanio Vitozzi nel 1583, a sinistra di Via Garibaldi, vide invece il famoso Hotel Universo, dove soggiornarono, tra gli altri Honorè de Balzac e Hermann Melville. Addirittura, fu proprio qui che si incontrarono e conobbero Alessandro Dumas (padre) e Garibaldi, e qui il primo decise di seguire il secondo con i Mille.
Infine, risalente al 1933, il Grattacielo Littorio, simbolo di un potere diametralmente opposto a quello monarchico che, come detto, rappresenta piazza Castello. L’edificio di 87 metri dall’estetica razionalista, nato per ospitare la sede nazionale del Partito Nazionale Fascista (cosa che però non avvenne), è di proprietà della sua maggior finanziatrice, la Reale Mutua Assicurazioni.
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Come di consueto, ecco qualche curiosità su Piazza Castello che forse nemmeno i torinesi vi sapranno rivelare:
Che sia per una passeggiata all’insegna dello shopping o alla scoperta della storia e delle particolarità di Piazza Castello, a Torino è davvero una tappa obbligata. Ecco cosa ne pensa chi ha già avuto il piacere di passeggiare per i suoi ampi spazi o sotto i suoi portici e ha lasciato la sua opinione sulla pagina TripdAdvisor dedicata:
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Per concludere, alcune informazioni utili per raggiungere e muovervi all’interno di Piazza Castello a Torino.
Innanzitutto, qual è l’indirizzo da impostare per arrivare a Piazza Castello, Torino, mappa o navigatore che si voglia usare? Semplicemente “Piazza Castello, Torino (TO)“. Facile, no?
Se vi spostate con i mezzi pubblici, le linee autobus che vi passano sono: 18, 345, 56, 67, 68 e 72/, mentre i tram sono i numeri 13, 15 e 4.
Per quanto riguarda la questione parcheggio, Piazza Castello (Torino), vi tornerà utile sapere che esiste il parcheggio “Roma – San Carlo – Castello” accessibile sia da piazza Castello (all’angolo con Via Viotti), piazza Carlo Felice e via Gobetti. È aperto 24 ore su 24 e, lasciando qui il vostro veicolo, potrete viaggiare gratuitamente sulle linee Star1 e Star2. Qui potete prendere la linea Star1 1, 4, 11, 15, 55, 57, 58 e 58/.
La sosta costa 2€/h dalle 7,30 alle 20 e 1€/h dalle 10 alle 7,30, ma sono disponibili anche pacchetti e abbonamenti per tutte le esigenze.
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