Se chiedessimo a un napoletano o a un qualsiasi campano “cosa visitare a Caserta” probabilmente vi risponderebbe, la Reggia di Caserta. Ma provate a rivolgere la stessa domanda a un casertano, scoprirete che in città di posti da visitare ce ne sono molti altri, che ovviamente non hanno la stessa rilevanza del Palazzo Reale di Caserta, ma che valgono la pena di essere visti in un soggiorno in città.
Ecco perché oltre ad un esaustivo approfondimento sulla Reggia di Caserta, con informazioni utili sugli orari e la sua ricca storia, vi proponiamo anche altre bellezze tutte da scoprire del casertano, delle quali non vi pentirete.
La Reggia di Caserta, ad oggi uno dei beni tutelati dall’Unesco, è un vero e proprio capolavoro d’arte italiana. Fu progettata da Luigi Vanvitelli per volere di Carlo III di Borbone, il quale volle creare nel Regno di Napoli un palazzo così maestoso da poter competere con la Reggia di Versailles e il Palazzo dell’Escorial.
Scommessa vinta, dato che a Caserta la Reggia è stata, ed è tutt’oggi, un vero simbolo dell’arte barocca, espressa in tutta la sua maestosità.
La Reggia di Caserta è la residenza reale più grande al mondo con i suoi 47 km quadrati, tra cinque piani e immensi giardini. La costruzione iniziò nel 1752 e proseguì senza intoppi fino al 1759, anno in cui Carlo di Borbone, dopo la morte del Re di Spagna, lasciò il Regno di Napoli per spostarsi a Madrid. Da quel momento e fino al 1733 i lavori del Palazzo Reale di Caserta, chiamato all’epoca Palazzo Nuovo furono bloccati. Dopo la morte di Luigi Vanvitelli i lavori ripresero con il figlio Carlo Vanvitelli e successivamente con diversi architetti, i lavori si conclusero nel 1845.
Ad oggi gran parte delle sale sono visitabili e il visitatore si trova catapultato in un mondo quasi fiabesco. Ma quali sono le bellezze da ammirare? Ecco un’accurata lista:
Leggi anche: Cosa vedere a Napoli in un week end: 2 giorni nella città partenopea
La Reggia di Caserta è storia che si può ammirare in ogni suo angolazione, ma i luoghi dove più di tutti ci si può calare in un nobile o una nobildonna di altri tempi sono gli appartamenti storici del Palazzo. Le residenze private dei reali oggi sono un museo che ogni anno affolla tantissimi turisti, curiosi di seguire il percorso tra gli Appartamenti Vecchi del ‘700, quelli dell’Ottocento, e ancora la Biblioteca Palatina e la Pinacoteca.
La visita agli appartamenti inizia dalle Anticamere degli Alabardieri e delle Guardie del Corpo per proseguire al Salone di Alessandro, chiamato così in onore del dipinto che riempie la stanza, il “Matrimonio di Alessandro il macedone e la principessa orientale Roxane”. Proseguendo si arriva all’Appartamento Nuovo, dove vi è la Sala del Trono, una delle più famose sale della Reggia di Caserta. Questa sala di 40 metri è rivestita dalle sete di San Leucio e ha una volta che rappresenta “La posa della prima pietra del Palazzo il 20 gennaio 1752” di Maldarelli. Il nome della Sala deriva dal trono che si erge nella stanza, fatto di legno e velluto. Gli altri appartamenti sono in stile Neoclassico e raccolgono cimeli importanti come la camera da letto di Francesco I o la toilette in marmo di Carrara del Re.
Dopo aver lasciato la parte degli Appartamenti nuovi si passa alla zona degli Appartamenti Vecchi, dove vige lo stile Rococò, con affreschi e lampadari ricchi di colore, così come le pareti e gli stucchi. Tra le prime sale di questa sezione c’è la Sala delle Stagioni, chiamata così dal nome dei dipinti che rappresentano le quattro stagioni. Si prosegue poi con gli Appartamenti della Regina e la Biblioteca Palatina, arricchita da librerie in mogano e noce e circa 14.000 volumi datati 1700 – 1800. Infine la visita si conclude passeggiando dalla Sala Ellittica, un tempo dedicata alla musica e il teatro, e dove oggi è conservato un antico presepe napoletano, e pi alla Pinacoteca, con i ritratti dei sovrani e alcune scene di vita quotidiana.
Leggi anche: Cosa vedere a Napoli in 3, 4 e 5 giorni: percorsi personalizzati in base al tempo che resterai in città
Come abbiamo detto inizialmente l’architetto della Reggia di Caserta aveva come obiettivo quello di eguagliare, se non superare, le maestose reggie presenti in altre città, e per farlo decide di dedicare tutta la sua cura e maestrie non solo nel creare un Palazzo che fosse degno di competere con Versailles ma soprattutto di creare giardini che fossero spettacoli almeno quanto quelli francesi. E sicuramente, vedendo oggi i giardini della Reggia di Caserta, possiamo dire che Vanvitelli sia riuscito nel suo intento.
Il grande Parco della reggia di Caserta è una distesa verde lunga 120 ettari con tre chilometri che tra statue, fontane e folta vegetazione arrivano fino all’acquedotto Carolino. Camminare lungo il parco è un’emozione unica, che consigliamo a tutti coloro che sono in visita a Caserta. Dall’ingresso è possibile ammirare due viali con sei fontane decorate. A sinistra di queste vi è il giardino italiano, mentre alla fine del Parco il giardino inglese.
All’inizio del parco è posta poi la Castelluccia, una torre con ponte levatoio e fossato che anticamente corrispondeva ad un luogo di battaglia. Successivamente troviamo la vasca della Peschiera Grande, un lago artificiale che un tempo veniva usato per riprodurre battaglie navali. Le fontane che durante il percorso ritroviamo sono:
Il percorso per arrivare alla fine del Parco è molto lungo ma può essere tranquillamente fatto a piedi (anche se vi sconsigliamo di farlo durante le ore più calde). Per coloro che invece volessero evitare di proseguire a piedi vi è la possibilità di utilizzare un bus addetto al trasporto all’interno del parco o ancora vivere l’emozione di passeggiare in carrozza lungo tutto il viale alberato.
Una volta arrivati alla Fontana di Diana è possibile visitare il giardino all’inglese, nato da un’idea del botanico inglese John Andrew Graefer nel 1875. È formato da 24 ettari di vegetazione, tra boschi e finti ruderi con piante provenienti da ogni parte del mondo, persino dal Giappone.
Inoltre è possibile ammirare Il Bagno di Venere, un laghetto dove che rappresenta la dea emergere dalle acque o ancora il criptoportico, con statue provenienti da Pompei. Infine l’Aperia, luogo che negli anni è stato serbatoio d’acqua, teatro all’aperto e allevamento di api.
Leggi anche: Cosa vedere a Napoli in un giorno: l’itinerario personalizzato per la tua visita
Forse non tutti sanno che all’interno della Reggia di Caserta è possibile ammirare anche una collezione di 72 opere nate da un’idea di Gianni Amelio, che rappresentano il terremoto del 1980 che colpì la Campania e la Basilicata. In sedici sale dell’Appartamento del ‘700 è possibile ammirare parte di questa collezione evocando un vero e proprio viaggio attraverso quei terribili momenti di paura per il popolo, raccontati magistralmente da artisti stranieri e italiani che hanno raccontato a modo loro le terribili sensazioni che possono provocare i terremoti. Le gallerie sono divise in sezioni geografiche in base alla nazionalità degli artisti e il biglietto d’ingresso permette anche l’ingresso alla zona dedicata. Visitando il sito della Reggia di Caserta troverete un servizio interessato dedicato a questa galleria, in occasione dei 40 anni dal terremoto.
Leggi anche: 10 cose (e più) da vedere a Napoli
Tutte queste informazioni sulla Reggia di Caserta ti hanno fatto venir voglia di visitarla? Allora ecco alcune informazioni utili sugli orari e i prezzi per la visita.
Gli orari di apertura e chiusura sono diverse per le sezioni da visitare:
Appartamenti Reali: apertura ore: 9:30 – 19:30 con ultimo ingresso alle ore 19:00. Chiusura biglietteria alle ore 18:45, mentre l’uscita dal museo è consentita fino alle 19:25.
Parco Reale: l’orario di apertura è 8:30 con chiusure e ultimi ingressi che variano a seconda dei mesi:
Giardino Inglese: l’orario di apertura è 8.30 con chiusure e ultimi ingressi che variano a seconda dei mesi:
Reggia di Caserta prezzi
Per quanto riguarda i costi del biglietto, variano a seconda dei percorsi scelti:
La Reggia di Caserta è gratis per per i minori di 18 anni e aventi diritto ad agevolazioni, oltre che le prime domeniche del mese.
Vi consigliamo di consultare in ogni caso il sito ufficiale prima della visita, per essere sempre aggiornato su orari e prezzi.
Inoltre è possibile acquistare il biglietto tramite 18app utilizzando Bonus Cultura, visitando il sito dedicato.
Leggi anche: Complesso Monumentale di Santa Chiara a Napoli: tutte le informazioni e curiosità sul famoso chiostro e non solo
L’indirizzo della Reggia di caserta è Piazza Carlo di Borbone, quindi impostandolo sul navigatore vi sarà facile arrivare in auto. Se invece volete utilizzare i mezzi ecco diverse soluzioni:
Inoltre alla pagina ufficiale della Reggia di Caserta, nella sezione come raggiungerci, troverete altre soluzioni in alternativa a quelle che vi abbiamo proposto.
Leggi anche: Duomo di Napoli: storia e curiosità di uno dei monumenti cardini della città
Avrete la possibilità di restare in città qualche giorno in più? Allora potrete avventurarvi a conoscere meglio la città, passeggiando tra le vie di Caserta. Nella lista di cosa vedere a Caserta in un giorno vi è sicuramente la Reggia ma a questa si può aggiungere tranquillamente l’acquedotto Carolino, uno dei monumenti che fa parte del Patrimonio dell’umanità dell’UNESCO, realizzato anche questo da Luigi Vanvitelli tra il 1753 al 1770. Il nome deriva da Re Carlo III di Borbone e, rispetto ai tempi in cui è stato eretto, è una costruzione molto complessa per l’epoca, che ancora oggi lascia stupefatti. L’acquedotto un tempo veniva usato per prelevare l’acqua dalle sorgenti del Monte Taburno e rifornire sia il Parco che la Reggia di Caserta, oltre che le zone circostanti.
L’acquedotto Carolino è lungo 38 km, di cui la zona visibile è alta 50 metri e lunga 520 che si trova a Ponte della Valle, distante 11 km dalla Reggia di Caserta. La costruzione è maestosa e lascia senza parole anche di notte quando è completamente illuminato. Alla base ospita i resti dei soldati di Garibaldi, periti durante la battaglia del Volturno del 1860.
Il luogo migliore per ammirare l’acquedotto è dai Ponti della Valle in Viale degli Archi a Maddaloni, raggiungibile dalla Reggia di Caserta in auto attraverso la Strada Provinciale 335.
Leggi anche: Spaccanapoli: alla scoperta del cuore della città partenopea
La visita alla Reggia di Caserta sicuramente vi prenderà molto tempo ma se avete modo vi consigliamo un’altro luogo caratteristici da includere nella lista di cosa vedere a Caserta in due giorni: Caserta vecchia.
Il borgo di Caserta vecchia si trova tra Napoli e Caserta ed è come un paese fuori dal tempo. Mentre Caserta è simbolo di modernità, Caserta vecchia è fatta di vecchie pietre, luoghi antichi immersi nel silenzio.
Dopo aver parcheggiato in basso e percorso una salita alberata si arriva al borgo dove ci sono diverse cose da vedere:
Leggi anche: Museo Archeologico Nazionale di Napoli: la sua storia e tante informazioni sulle esposizioni
Infine tra le cosa da vedere a Caserta e dintorni c’è il Belvedere di San Leucio. Questo luogo è ideale per fare lunghe passeggiate e spesso viene scelto come sede di concerti e manifestazioni. Questa zona nasce con Carlo di Borbone che inviò alcuni operai in Francia per imparare l’arte della seta, che permise a San Leucio di diventare famosa in tutto il mondo per la sua seta con operai che nel corso degli anni sono giunti da ogni parte dell’Italia per lavorare nel borgo, attirati dal modello di vita degli operai che venivano formati e pagati il giusto.
Dopo la morte dell’erede al trono il re Ferdinando decise di far diventare San Leucio un ritrovo per i poveri e specializzarli nella tessitura della seta, con l’obiettivo di creare una sorta di Ferdinandopoli, ossia una città dove far confluire vita e lavoro, progetto che con l’avvento dell’Unità d’Italia non venne portato a termine. Ad oggi è possibile ammirare due quartieri operai, il San Carlo e il san Ferdinando, zona formata da 37 case. Una delle bellezze del luogo è sicuramente il Belvedere con la Chiesa dedicata a san Ferdinando. Inoltre ai lati della Chiesa sono ancora visibili l’appartamento reale con affreschi, la camera da bagno di Maria Carolina e l’edificio che un tempo era dedicato alla filanda e alla cuculleria (l’allevamento dei bachi da seta).
Leggi anche: Castel dell’Ovo: storia e curiosità sul castello più antico di Napoli
Un vero gioiello questo di cu tratteremo. Si trova in Italia, ha 50 anime ed…
Fra le mete più gettonate di quest'anno, ve ne sono alcune assolutamente imperdibili, soprattutto per…
Questa località italiana sembra la sorella gemella di Ibiza. Ecco perché, ogni anni in estate…
Chi visita Como, non può non andare in una certa località di straordinaria bellezza. Meta,…
Hai da sempre desiderato raggiungere Amalfi? Non lasciarti scoraggiare dalla distanza, hai la possibilità di…
Un borgo a pochi chilometri dal mare, che sarà in grado di conquistare tutti i…