Il Complesso monumentale di Santa Chiara è un chiaro esempio dell’arte gotica napoletana nato per volere dei sovrani della dinastia d’Angiò, che vollero costruire a Napoli oltre alle chiese e conventi, una cittadella francescana formata da due conventi, uno francescano e un monastero delle suore Clarisse. E proprio dall’ordine delle suore che il complesso venne chiamato il chiostro di Santa Chiara.
Posto nel centro storico di Napoli, il Chiostro di Santa Chiara, così come è più notoriamente conosciuto si trova tra via Santa Chiara e Piazza del Gesù nuovo e comprende:
Inizialmente, come abbiamo detto il re d’Angiò Roberto I il Saggio e la moglie Sancia di Mairoca vollero creare il convento con scopo religioso, ma non fu l’unico obiettivo. Il loro intento era soprattutto realizzare una struttura che conservasse le spoglie della famiglia. I lavori furono portati avanti da Gagliardo Primario e Leonardo di Vito mentre per le sculture fu scelto Tino da Camaino che ebbe l’infausto compito di creare la prima tomba della famiglia reale, quella di Carlo, il figlio del re morto prematuramente. Intorno a questa morte nacquero leggendo che videro la scomparsa del giovane come un segno di punizione divina, dato che il ragazzo osò offendere la creazione della basilica paragonandola ad una grande stalla con mangiatoie ai lati (per la struttura della navata lunga con ai lati le cappelle).
Dopo la sua costruzione il monastero subì modifiche strutturali con cambiamenti che diedero alla struttura un carattere barocco, apportati per volere della committente, la badessa Suor Ippolita di Carmignano che chiese al Vaccaro di creare un luogo spirituale che rievocasse l’eleganza e il carattere nobile delle suore Clarisse.
Inoltre l’architetto Vaccaro realizzò, tra il 1739 e il 1742 due viali che ancora ad oggi dividono il giardino del chiostro di Santa Chiara in quattro zone, fiancheggiate da 64 pilastri rivestiti da bellissime maioliche decorate con disegni vegetali, dipinte a mano da Giuseppe e Donato Massa. I pilastri poi sono collegati tra loro da sedili decorati allo stesso modo e che rappresentano scene di vita quotidiana e sullo schienale riprendono lo svolgimento delle giornate di una suora. Purtroppo il 14 agosto 1943, a seguito di un bombardamento aereo, durante la guerra, il chiostro di Santa Chiara a Napoli fu distrutto lasciando soltanto pochi resti come le mura perimetrali e la facciata caratterizzata dal grande rosone. Successivamente venne ricostruita seguendo l’originario stile gotico e ad oggi all’interno è stato creato un Museo dove sono posti i tesori che non vennero distrutti dal bombardamento, uno stabilimento termale risalente al I sec D.C. e un presepe tradizionale con personaggi del ‘700, ‘800.
La Basilica di Santa Chiara, come abbiamo detto, riprende oggi le forme originarie, con una facciata con un grande rosone, e un pronao con archi a sesto acuto. All’interno vi è una navata unica lunga 82 metri, con dieci cappelle per lato.
Il presbiterio è poi formato da monumenti funebri della famiglia angioina. In particolare al centro è posta la tomba di Roberto d’Angiò costruita da fratelli Bertini, con ai lati le tombe di Carlo di Calabria e Maria di Valois ad opera di Tino di Camaino.
A sinistra invece troviamo la tomba di Maria di Durazzo, creata da un anonimo, denominato Maestro Durazzesco mentre nell’ultima cappella sulla destra sono poste le spoglie di un’altra importante famiglia napoletana, i Borboni.
Dopo il bombardamento la Chiesa di Santa Chiara, specie per il tempi di rifacimento dell’edificio, fu chiusa al pubblico fino al 4 agosto 1953 quando fu riaperta ai fedeli.
Alle spalle dell’altare è ricreato l’ex Coro delle clarisse, dove sedevano per partecipare alla messa. La cappella invece è formata da tre navate, due delle quali con volta a crociera. Il Coro, divenuto Cappella dell’Adorazione è ad oggi visitabile solo su prenotazione.
Il Chiostro di Santa Chiara è poi contornato dal porticato dipinto nel XVII secolo con colori che riprendono le maioliche visibili tutt’intorno.
Sapevate che è all’interno del chiosto di Santa Chiara è presente un presepe tipico napoletano? Si trova in una sala all’uscita del chiostro e rappresenta personaggi di vita quotidiana riprodotti con particolare cura, anche nel ricreare i costumi di un tempo. I pastori sono riprodotti con ferro filato, stoppa e terracotta, mentre la scena è stata ricreata con cartapesta e legno. Spicca nel contesto la natività che non è posta in una stalla ma in un antico monumento, a simboleggiare la nascita dell’era cristiana, nata con la fine del paganesimo.
Alcuni tesori del bombardamento sono raccolti all’interno del Museo dell’Opera posto alla fine dei due bracci del chiostro di Santa Chiara. Il museo, formato da quattro sale è una chiara testimonianza della cultura napoletana. Ecco cosa potrete vedere in ognuna di esse:
Sala Archeologica: qui sono raccolti i reperti archeologici ritrovati durante i restauri dei Frati Minori degli anni ’50. Nella zona esterna si trovano i resti delle terme romane risalenti al I sec. d.C.
Sala della Storia: In questa sala sono raccolti i busti dei sovrano Roberto I d’Angiò e della moglie Sancia, con le immagini della Chiesa dalla creazione, al crollo, fino alla ricostruzione.
Sala dei Marmi: in questa sala sono raccolte statue e decorazioni in marmo risalenti al periodo post bombardamento con parte dei fregi posti davanti alle celle delle suore e gli stemmi nobiliari.
Sala dei Reliquiari: in questa sala sono conservate diverse reliquie sacre e il busto ligneo dell’Ecce Homo ad opera di Giovanni da Nola. In fondo alla sala poi sono state riprodotte le stanze delle clarisse coriste che avevano all’interno una cella che collegava al piano superiore.
Il percorso all’interno del monastero di Santa Chiara a Napoli continua poi all’interno dell’area archeologica dove sono conservati i resti delle terme romane, probabilmente appartenute a una villa patrizia e che riprendono la struttura delle terme di Pompei ed Ercolano.
Ad oggi è possibile vedere ancora oggi parte della struttura interrata con visibili la cisterna, il frigidarium, la natatio, il laconicum e lo spogliatoio.
Tutte queste notizie sul complesso monumentale Santa Chiara ti hanno fatto venir voglia di visitarlo? Allora ti saranno utili le informazioni su orari e su come arrivare a visitare il Chiostro.
Il Chiostro è aperto secondo questi orari:
L’ingresso è consentito fino a trenta minuti prima della chiusura.
La basilica di Santa Chiara invece è aperta tutti i giorni dalle 7.30 alle 13.00 e dalle 16.30 alle 20.00
Il chiostro maiolicato di Santa Chiara si trova in Piazza del Gesù Nuovo, 18 ed è raggiungibile partendo da Piazza Garibaldi con la metro linea 1.
Ecco i pareri di chi ha già visitato il monastero di Santa Chiara a Napoli, che potranno esservi utili per farvi un’idea di cosa troverete al vostro arrivo. Per leggere tante altre recensioni in merito al chiostro di Santa Chiara e alla Basilica visitate la sezione dedicata su Tripadvisor.
C’è chi consiglia di visitare il complesso non solo per le famose maioliche, ma anche per il museo e gli affreschi:
E chi pone l’attenzione sull’atmosfera da sogno, fatta di amore e spiritualità che si sente nell’intero complesso monumentale:
Sapete che è possibile anche sposarsi all’interno del Chiostro di Santa Chiara?
Si possono scegliere diversi luoghi, perfetti anche per altri ricevimenti e feste private, mentre le aree poste per il matrimonio sono:
Ovviamente in questo caso le tariffe sono diverse, mentre per i biglietti per l’ingresso al Chiostro di Santa Chiara i prezzi sono:
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