Non ha bisogno di grandi presentazioni: è semplicemente una delle Chiese più belle di Firenze nonché protagonista di praticamente ogni cartolina. Il Duomo di Firenze, ovvero la Cattedrale di Santa Maria del Fiore, è un tripudio di architettura, arte e storia unico al mondo. Ecco tutto quello che c’è da sapere prima di visitarla, in modo da non perdervi nemmeno un dettaglio della sua monumentale storia e importanza artistica.
Impossibile condensare secoli di storia in poche righe: vi basti sapere, però, che sotto la Cattedrale di Santa Maria del Fiore giacciono le fondamenta della primitiva Chiesa paleocristiana dedicata a Santa Reparata. All’epoca, nel VII secolo, l’attuale Duomo di Firenze si trovava infatti fuori dalle mura della città di Florentia. Solo dopo la costruzione delle nuove mura difensive, nel 1078, questa parte della città divenne il polo della vita religiosa e civile, accentrando edifici di grande interesse e utilità cittadina. La svolta arrivò a seguito della vittoria della guerre contro la città rivale di Firenze, Siena. All’indomani della vittoria nella Battaglia di Colle (1269) si rendeva necessario enfatizzare la potenza e la ricchezza della città, a monito di futuri scontri con le città che avessero osato sfidare Firenze.
Anche la Chiesa di Santa Reparata divenne quindi oggetto di riqualificazione. Dapprima furono tentati dei lavori di restauro, ma infine si scelse per ricostruirla, più grande, più imponente e più ricca. L’architetto Arnolfo di Cambio, già ben conosciuto a Firenze, fu incaricato del progetto, che prese il via l’8 settembre del 1296. Alla sua morte i lavori si arrestarono solo per ripartire, con rinnovato vigore, quando furono trovate le reliquie di San Zanobi, vescovo di Firenze amato dalla popolazione, tra le fondamenta. È a questo punto che entra in gioco il genio di Giotto. Sarà lui a progettare e creare il mozzafiato e omonimo campanile di Giotto prima di morire per via della peste nera, solo tre anni dopo aver preso la direzione dei lavori.
Con piccole variazioni sul progetto iniziale i lavori proseguirono sotto la direzione di Francesco Talenti e, dopo gli interventi finali del Brunelleschi, terminarono nel 1436. La consacrazione avvenne il 25 marzo dello stesso anno, in occasione del capodanno di Firenze. Da questo momento in poi, l’antica Chiesa di Santa Reparata divenne ufficialmente il Duomo di Firenze, nonché una dei luoghi di culto, di aggregazione sociale e sfondo dei più importanti e cruciali avvenimenti che hanno segnato la storia di Firenze.
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Arrivando a Piazza del Duomo a Firenze sono due gli aspetti che ci lasciano a bocca aperta: la monumentalità del Duomo e la sua coerenza esteriore con il Battistero di San Giovanni. Entrambi sono infatti ricoperti di marmo bianco di Carrara, marmo verde di Prato, e marmo rosso di Maremma, ed entrambi presentano delle tegole in cotto. Eppure i due edifici sono stati costruiti in momenti diversi, quindi come è possibile questa somiglianza? Il mistero è presto svelato: l’iniziale facciata in pietraforte mal si armonizzava con gli altri edifici circostanti rivestiti in marmi policromi. A seguito di diversi tentativi di restauro e modifiche, la facciata fu demolita nel 1587 e mai ripristinata definitivamente. Finalmente nel 1871 si ottenne un progetto di ricostruzione della facciata del Duomo di Firenze a firma di Emilio De Fabris e si decise di ispirarsi ai colori e ai materiali del vicino Battistero.
Le tribune sono rivolte verso i punti cardinali, di cui quella nord in origine doveva ospitare il David di Michelangelo. Come sappiamo, però, successivamente fu destinato a Piazza dei Priori e oggi è visibile nella Galleria dell’Accademia.
Rispetto al Battistero di San Giovanni, però, la ricchezza nelle lavorazioni e nei dettagli è di stampo palesemente ottocentesco. In ogni caso, il tema principale del Cristianesimo inteso come motore del mondo è stato mantenuto intatto. A ciò si aggiungono episodi della vita della Madonna, sulle porte in bronzo. Da notare la terza statua partendo da sinistra nelle nicchie dei contrafforti, raffigurante il papa che consacrò la Cattedrale di Santa Maria del Fiore nel 1436, papa Eugenio IV.
Molti dettagli progettati inizialmente da Arnolfo non sono stati intoccati, ma col tempo sono state apportate delle modifiche sull’aspetto esterno della cattedrale di Firenze. Tra i motivi principali non solo le tendenze artistiche dell’epoca, ma anche la volontà di avvicinarlo a quello del Battistero.
Per quanto riguarda l’interno, invece, è diviso in tre navate e risulta piuttosto semplice rispetto all’esterno. La sensazione è quella di trovarsi al centro di un grande vuoto, minuscoli di fronte al divino, in un attonito stupore. Le caratteristiche della struttura interna, per altezza e “leggerezza” non sono ascrivibili a nessun precedente architettonico, rendendo la cattedrale di Firenze pressoché unica nel suo genere. Durante la Controriforma, alla fine del Seicento, molte decorazioni (di cui alcune di Donatello) furono rimosse. Controbilanciano all’aspetto lineare e severo odierno i pavimenti in marmi policromi.
Particolarmente importante la tribunale centrale, o di San Zanobi, dove sono conservate le sue reliquie. Attenzione a dove mettete i piedi se camminate verso la tribuna della Santa Croce (a sinistra): sul pavimento c’è il cosiddetto gnomone solare, risalente al 1450. Il momento migliore per visitarlo è durante il solstizio d’estate (21 giugno), quando la luce del sole del sole lo ricopre alla perfezione.
Cosa vedere a Firenze all’interno del suo Duomo, che non è ancora stato menzionato? Ecco in breve:
Non bisogna dimenticare che la Cattedrale di Santa Maria del Fiore di Firenze non era solo un luogo di culto, ma anche un importante polo sociale. Per via di quest’ultima funzione col tempo si è arricchita dei busti di diversi personaggi di spicco del capoluogo fiorentino. A partire dal busto dell’architetto Arnolfo di Cambio, ad opera di Aristodemo Costoli, ma anche quello di Giotto o del Brunelleschi.
Infine, non dimenticate di visitare i sotterranei del Duomo di Firenze. Qui non solo sono stati sepolti per secoli i vescovi della città, ma si può esplorare anche la parte archeologica. Ad oggi è infatti possibile vedere dal vivo i resti della chiesa paleocristiana su cui sorge il Duomo. Per scendere nei sotterranei cercate la scala nella navata sinistra, dopo la tomba di Brunelleschi.
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Se i lavori di costruzione del Duomo di Firenze con Francesco Talenti proseguirono in modo relativamente tranquillo, lo stesso non possiamo dire per quanto riguarda la cupola, ultimo elemento rimasto da completare. Si aprì un accesissimo dibattito su come realizzarla (questione probabilmente volutamente tralasciata fino a quel momento, dal momento che nessuno aveva trovato una soluzione concreta). Infine, si decise per un concorso pubblico sia per progettare la cupola che gli attrezzi e i macchinari che si sarebbero necessari per la sua realizzazione. Non ci furono vincitori. Tra i partecipanti, però, un certo Filippo Brunelleschi presentò un progetto accattivante e, in mancanza d’altro, si decise di provare a metterlo in pratica. I lavori proseguirono lentamente, procedendo e aggiustando il tiro mano a mano che la cupola veniva innalzata.
L’idea del Brunelleschi era qualcosa di mai provato prima. Per la prima volta si tentò infatti la costruzione di una cupola autoportante, eliminando la centina finora impiegata (cioè la struttura temporanea in legno finora utilizzata per realizzare cupole e archi). Per realizzarla lo spessore della cupola interna doveva essere più spessa di quella esterna. La stessa disposizione dei mattoni, a spina di pesce, fu studiata per minimizzare il rischio che la malta scivolasse. Anche l’angolazione dei mattoni fu cruciale per evitare che crollassero con l’aggiunta della malta a lenta presa. Oggi, grazie ad alcuni ritrovamenti, sappiamo che Brunelleschi tentò un progetto simile utilizzando come modello la chiesa di San Jacopo Soprarno. Quello che sappiamo per certo è che il progetto subì delle leggere modifiche in base a come la struttura rispondeva all’aumentare del peso e dell’altezza. Un progetto tanto ambizioso quanto spettacolare, che oggi abbiamo la fortuna e il privilegio di ammirare mentre ci troviamo a visitare Firenze.
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È doverosa anche una, seppur breve, menzione al campanile di Giotto (o Torre di Giotto). La costruzione della torre campanaria della Cattedrale di Santa Maria del Fiore iniziò nel 1298 con gli scavi per le fondamenta. I lavori, inizialmente diretti da Arnolfo di Cambio (che stava già operando per la ricostruzione dell’intera cattedrale), passarono in mano a Giotto di Bondone nel 1334.
Giotto vi lavorò fino al giorno della sua morte, avvenuta nel 1337 a causa della peste nera. Fu succeduto da Taddeo Gaddi, che secondo gli studiosi intervenne per rafforzare la struttura, e concluse la costruzione Andrea Pisano e Francesco Talenti. Anche per il campanile sono stati scelti marmi bianchi, verdi e rossi.
In totale la struttura è alta 85 metri e salendo i 413 gradini si arriva fino a 82 metri. Per approfondire e scoprire come visitarlo al meglio, non perdetevi la nostra guida al Campanile di Giotto che trovate cliccando nel link dopo la foto!
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Tra i tanti musei di Firenze da non perdere non si può non menzionare il Museo dell’Opera del Duomo di Firenze. Qui troverete ben 28 sale articolate su circa 6.000 m² e tre livelli. L’esposizione è incentrata non solo sugli artisti che hanno lavorato alla realizzazione della basilica di Santa Maria del Fiore, ma comprende anche tutto ciò che ruota attorno alla sua costruzione, dagli scavi per le fondamenta agli espedienti architettonici impiegati. Più di 750 opere d’arte realizzate nell’arco di 720 anni, comprensive della più grande raccolta al mondo di scultura monumentale fiorentina.
Prima che diventasse un museo, l’Opera del Duomo di Firenze (fondata nel 1296) aveva lo scopo di gestire l’amministrazione dei lavori di costruzione della cattedrale di Santa Maria del Fiore. Solo nel 1400 si spostò nell’attuale ubicazione e restò attiva per garantire la manutenzione del complesso formato dal Duomo e dalle strutture circostanti (Battistero e Campanile). A partire dal 1891 ha preso la forma di un museo per dare a tutti la possibilità di conoscere e ammirare le opere d’arte e la storia appartenenti al Duomo.
Da non perdere all’interno del Museo dell’Opera del Duomo a Firenze:
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La Cattedrale di Santa Maria del Fiore si trova in Piazza del Duomo, a due passi sia da Piazza della Signoria che dalla Basilica di Santa Maria Novella. Le fermate dell’autobus più vicine sono:
Per visitare le varie aree che compongono il Duomo di Firenze gli orari di apertura sono diversi. Allo stesso modo per il Duomo di Firenze i prezzi possono essere diversi in base all’area di interesse. In ogni caso, per acquistare i biglietti per il Duomo di Firenze è necessario visitare il sito ufficiale dell’Opera di Santa Maria del Fiore.
Il consiglio dei turisti che hanno già avuto modo di visitare Firenze e il suo Duomo è quello di prenotare una visita guidata. In questo modo sarà più facile scoprire e soprattutto individuare tutto ciò che c’è da vedere a Firenze nella sua chiesa più famosa.
La soluzione più economica è sicuramente quella del biglietto unico che unisce Campanile, Battistero, Cupola e Cattedrale. A causa della pandemia da Covid-19 le modalità di ingresso e le tariffe possono però subire modifiche, quindi meglio tenere sotto controllo il sito dell’Opera di Santa Maria del Fiore prima di partire!
Infine, se intendete visitare il Duomo di Firenze in occasione del solstizio d’estate per vedere il passaggio del sole nello gnomone solare, prenotate con larghissimo anticipo!
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Come abbiamo visto, il Duomo di Firenze è una struttura di importanza religiosa e sociale e dall’architettura unica al mondo. Gironzolando col naso all’insù per i vicoli di Firenze è impossibile non restare a bocca aperta quando si intravedono i suoi colori. Ma cosa è rimasto nel cuore dei turisti che hanno visitato la Chiesa di Santa Maria del Fiore e hanno voluto lasciare la loro testimonianza sulla pagina TripAdvisor dedicata? Ecco qualche feedback:
L’impressione generale è che chi si avvicina al Duomo di Firenze ne resti folgorato, sia dallo sfarzo dell’esterno che dall’austerità dell’interno.
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