Il simbolo di Berlino è senza ombra di dubbio la Porta di Brandeburgo (in tedesco Brandenburger Tor), lo stesso monumento raffigurato su alcuni euro coniati in Germania. Difficilmente troverete un souvenir di Berlino che non riporti la Porta di Brandeburgo, che non solo rappresenta la città, ma anche il più importante tra i monumenti della Germania. Non si può visitare Berlino e perdere quest’attrazione, che in più si trova vicinissima ad altri importanti punti della città quali il Reichstag e il Memoria dell’Olocausto. Al di là della sua bellezza artistica e architettonica, non si può prescindere dall’importanza storica che questo simbolo tedesco reca con sé e che troverete spiegata nei dettagli continuando a leggere!
Alla fine del 1700, dove oggi sorge la porta di Brandeburgo, si trovava un posto di blocco formato da casupole. Da qui iniziava Berlino, allora capitale della Prussia. Nel 1788, il re Federico II, prendendo spinto dalle entrate ben più trionfali di altre città europee, commissionò all’architetto Carl Gotthard Langhans la costruzione ispirata all’Acropoli ateniese che segnasse l’inizio della città e portasse fino al suo castello attraverso un lungo viale alberato, Unter den Linden. Sulla cima venne posizionata una scultura di Johann Gottfried Schadow raffigurante la Dea della Vittoria trainata da una quadriga. Lo stile della costruzione è definito dorico-romano riveduto, per via delle decorazioni alla base e al termine delle colonne, estranee allo stile puramente classico e dorico.
La costruzione è imponente: 26 metri di altezza per 65 di altezza, ognuna delle colonne che aprono le cinque aperture misura 1,75 metri di diametro. Nel 1868 vennero aggiunte anche le costruzioni ai due lati, abbattendo parte delle mura cittadine.
Solo otto anni dopo l’inaugurazione, Napoleone Bonaparte consolidò la conquista della Prussia con la battaglia di Jena passando col suo esercito sotto la Porta di Brandeburgo. Come trofeo di guerra riportò a Parigi la quadriga della Dea della Vittoria, ma nel 1814, quando le truppe prussiane guidate dal feldmaresciallo Gebhard Leberecht von Blücher entrano a Parigi, il primo ordine fu quello di riportare la scultura in patria, dove venne accolta con grandi festeggiamenti. Fu questo il momento in cui la popolazione berlinese caricò questo monumento dell’alto valore simbolico nazionale che ancora oggi rappresenta.
Non a caso, infatti, fu teatro di eventi popolari e nazionali. Qui ebbe luogo la rivoluzione che portò alla nascita della Repubblica di Weimar. Su questo simbolo tedesco vennero issati gli striscioni che recitavano “Führer befiehl, wir folgen!” (Führer ordina, noi seguiamo!) dedicati a Hitler, che di qui fece passare le parate naziste e tenne discorsi. La Porta di Brandeburgo fu anche l’obiettivo di conquista finale delle truppe dell’Unione Sovietica, e ciò che rimase della porta di Berlino dopo i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale venne “intrappolato” tra Berlino Est e Berlino Ovest. A partire dal 1961 e per tutta la Guerra Fredda, infatti, con la costruzione del Muro di Berlino, la Porta di Brandeburgo improvvisamente si trovò nel bel mezzo della terra di nessuno, inutilizzata e svuotata.
Davanti alla Porta di Brandeburgo, Reagan, presidente degli Stati Uniti, tenne il celeberrimo discorso in cui rivolgendosi allo statista russo Gorbachev pronunciò le famose parole: «Segretario generale Gorbačëv, se cerca la pace, se cerca la prosperità per l’Unione Sovietica e per l’Europa Orientale, se cerca la liberalizzazione, venga qui a questa porta. Mr. Gorbačëv, apra questa porta. Mr. Gorbačëv, abbatta questo muro!»
Ad oggi è il simbolo tedesco per eccellenza, un simbolo di pace che ripercorre alcuni degli anni più bui della storia moderna fino alla tanto agognata pace e libertà. Un monito per il futuro che ogni anno accoglie milioni di turisti, complice anche la vicinanza ad altri simboli di Berlino quali il viale Unter den Linden alle sue spalle, il Reichstag, Potsdamer Platz e Checkpoint Charlie.
Molti eventi prendono luogo proprio nell’antistante Pariser Platz, oggi sede di diverse ambasciate estere e importanti istituti bancari, e non è raro vedere le luci che illuminano la porta di Berlino alternarsi a proiezioni a tema delle diverse festività.
La scultura in cima alla Porta di Brandeburgo fu progettata nel 1973 e realizzata nel 1794 da Johann Gottfried Schadow. Ma non è sempre stata così come la vediamo oggi: nella sua versione originale, infatti, la scultura rappresentava Irene, la dea greca della pace con in mano un ramo di ulivo (simbolo della pace), trainata da quattro cavalli in direzione della città di Berlino. Infatti, prima di essere ribattezzata Brandenburger Tor, il suo nome doveva essere Friedenstor (Porta della Pace). I quattro cavalli rappresentano le arti, la scienza, la scienza e la gioia. Tutto intorno si trovano venti rilievi raffiguranti le dodici fatiche di Ercole, a simboleggiare la vittoria della civilizzazione e delle virtù sulle barbarie e la guerra. Inizialmente la dea doveva essere nuda o vestita solo da una corta tunica, ma le forti critiche spinsero ad apportare modifiche radicali. Il soggetto venne quindi modificato in Nike, dea della vittoria, gli abiti trasformati in un abito lungo e il ramo d’ulivo sostituito da una lancia culminante in una corona di foglie di quercia.
Quando, nel 1814, la scultura tornò al suo posto dopo essere stata trafugata dall’esercito francese di Napoleone, l’architetto Friedrich Schinkel arricchì la corona di foglie di quercia in cima alla lancia della Dea con la croce, la più alta decorazione militare prussiana, sulla quale si possono vedere le iniziali di Friedrich Wilhelm III e l’anno in cui tale onorificenza venne istituita (1813). A troneggiare più in alto un’aquila, simbolo del popolo tedesco fin dalle prime tribù germaniche. Questi simboli vennero rimossi nel corso del restauro necessario per rimediare ai danni dei bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale e ripristinati solo più di trent’anni dopo.
Ad oggi, quella esposta sulla Porta di Brandeburgo non è la scultura originale, bensì una riproduzione realizzata nella Berlino ovest nel 1969. Della prima scultura si salvò solo la testa di un cavallo dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, attualmente conservata nel Museo di Storia e Cultura di Berlino (Märkisches Museum), mentre gli stampi originali (che in quel momento si trovavano nel deposito della fonderia Noack a Berlino ovest) rimasero intatti.
Gli ultimi danneggiamenti risalgono alla notte di Capodanno del 1989, prontamente recuperati in appena un anno.
Una rappresentazione della quadriga della Porta di Brandeburgo la troviamo oggi sui 10, 20 e 50 centesimi di euro tedeschi.
Per quanto riguarda le attrazioni nei pressi della Porta di Brandeburgo, ve ne segnaliamo alcuni da non perdere:
Il viale Unter del Linden (letteralmente, “Sotto i tigli”) è la strada che collega il Castello di Berlino (Berliner Schloss) al Tiergarten, il grande parco al centro dell’omonimo quartiere. Questo percorso è reso tanto scenografico quanto piacevolmente ombroso grazie ai circa 200 tigli piantati su 4 file disposte sui 60 metri di larghezza della strada, lunga circa un chilometro e mezzo. Il viale, costruito nel 1647 per volere di Federico Guglielmo I di Brandeburgo, detto anche il “Grande Elettore”, era il modo più pratico e comodo per raggiungere il terreno di caccia del Tiergarten partendo dal castello, spesso utilizzato sia per i viaggi a cavallo che in carrozza.
Nel 1701 il re Federico I dispose l’ampliamento della strada, che da allora acquisì un ruolo centrale nella città, dividendola da est a ovest. Durante il 1935 i lavori di costruzioni della linea ferroviaria S-Bahn resero necessario abbattere alcuni tigli.
Partendo dal Castello di Berlino e procedendo in direzione della Porta di Brandeburgo ecco le attrazioni da non perdere:
La Porta di Brandeburgo è senza ombra di dubbio il più amato tra i monumenti della Germania certamente il più conosciuto in tutto il mondo, meta di milioni di turisti da ogni parte del mondo ogni anno. Ecco qualche esempio di ciò che resta di più nel cuore di questo simbolo tedesco, direttamente dalla pagina TripAdvisor dedicata:
Prima di metterci in viaggio sarà utile capire dove si trova la Porta di Brandeburgo: il quartiere è il Mitte, il centro. Si arriva percorrendo tutto il viale Unter den Linden o con i mezzi pubblici.
La porta di Brandeburgo è visitabile gratuitamente 24 ore su 24, mentre la Stanza del Silenzio segue i seguenti orari:
Vicino alla Porta di Brandeburgo trovate un Info Point dedicato ai turisti aperto tutti i giorni, da aprile a ottobre dalle 09:30 alle 19:00 e dalle 09:30 alle 18:00 i restanti mesi.
Da questo simbolo tedesco partono diversi percorsi turisti, come per esempio i tour a piedi o addirittura nel caratteristico pulmino Volkswagen. Nei suoi pressi troverete tanti negozi dove acquistare souvenir del monumento.
Il momento della giornata migliore per visitare la Porta di Brandeburgo è all’ora di pranzo se non volete trovare troppa calca, e sicuramente dopo il tramonto, per godere delle meravigliose illuminazioni. In particolare durante gli eventi principali dell’anno, la Porta di Brandeburgo si veste di giochi di luce e proiezioni da non perdere!
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